L’evoluzione della specie: dal PAES al PAESC
L’evoluzione della specie: dal PAES al PAESC

Molti comuni che hanno aderito al Patto dei Sindaci nel corso del 2015 si sono chiesti com’è possibile avviare delle azioni per la riduzione delle emissioni entro il 2020 cioè dopodomani.

La risposta è arrivata il 15 ottobre 2015 con il lancio a livello europeo del NUOVO PATTO DEI SINDACI :

  • L’orizzonte temporale delle azioni è stato portato al 2030;
  • L’obiettivo di riduzione della CO2 è stato portato al 40%;
  • Alla strategia di mitigazione si affianca anche quella di adattamento.

I cambiamenti apportati sono molto importanti, rappresentano un’evoluzione della specie per il PAES cioè per il Piano di Azione che i Comuni che con il vecchio Patto erano chiamati ad approvare entro 1 anno dall’adesione.

Prima di tutto sarà più difficile pronunciarlo! Non si chiamerà più PAES ma PAESC. Il motivo del cambio nome sta a significare che si arricchisce di nuovi contenuti.

Alla strategia di mitigazione (abbassare le emissioni di CO2 in chiave energetica per limitare l’innalzamento della temperatura terrestre) si affianca la strategia di adattamento (adattare i territori ai cambiamenti climatici già in atto).

Inoltre l’inventario di Base delle Emissioni sarà integrato con un’attenta e solida Analisi delle vulnerabilità del territorio (uso del suolo, ondate ed isole di calore, sistema idrico e rischio idrogeologico, consumi di acqua e rischio carenza idrica, etc)

Ci stiamo di fatto avvicinando ad una fase in cui siamo noi ad adattarci a dei cambiamenti inevitabili, non tanto il pianeta al nostro stile di vita.

Anche per i Comuni che hanno aderito al vecchio Patto dei Sindaci è consigliabile in fase di monitoraggio fare un’attenta valutazione riguardo l’opportunità di aggiornare il proprio impegno ed eventualmente di decidere per l’”upgrade” al NUOVO PATTO DEI SINDACI.

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